Psicoterapia di Coppia

 

J. Lemaire afferma che “la coppia è il luogo privilegiato di espressione dell’ambivalenza del desiderio“. In modo più descrittivo, ” la coppia è l’espressione di una aggregazione affettiva tra due soggetti basata su di un progetto esistenziale, presumibilmente di lunga durata” (Lalli N.). Robert Neuburger (2001) definisce la coppia come la storia di un incontro che dura, cioè di due persone che si sono incontrate e che per varie ragioni non si separano; sono persone che dal momento in cui si sono conosciute hanno stabilito un legame molto particolare, che le porta ad essere parte di una microistituzione che si definisce “Coppia”.

Il rapporto di Coppia è uno dei più potenti organizzatori o disorganizzatori degli affetti nella vita delle persone e delle funzioni legate alla genitorialità. Ogni partner porta nella relazione i propri Modelli Operativi Interni, gli schemi cognitivi, le rappresentazioni di sé e dei suoi miti familiari appresi e costruiti nella propria famiglia, le proprie paure, i propri bisogni, e le proprie aspettative. Le persone cercano attivamente e selezionano, sia pure a livello inconsapevole, persone e relazioni che corrispondono alle loro aspettative e che si adattino alle loro opinioni su se stesse e sugli altri. Ad esempio, se una persona non si sente degna di essere amata, e non ha fiducia negli altri, selezionerà come partner, proprio quella persona che conferma le sue aspettative e il modello che ha già di se stessa; se, invece, si crede che gli altri siano disponibili e siano pronti ad ingannare, si tenderà ad avvicinarsi ad essi in maniera difensiva, aumentando la probabilità di essere rifiutati.

La maggior parte delle persone, non “vede” e non riconosce il partner per quello che esso è, ma viene caricato di tutti quegli aspetti e bisogni irrisolti appartenenti al proprio passato. Il rapporto di coppia può, quindi, rappresentare il campo per la manifestazione di  rapporti irrisolti del passato, e, in tal caso, a giocare sono i conflitti non superati da cui derivano invariabilmente altri conflitti, in una escalation affettiva e aggressiva che porta, anche, alla rottura del legame di coppia. E’ importante, quindi, capire la complessità della scelta del partner, e le motivazioni profonde di tale scelta, soprattutto quando la coppia entra in crisi.

I legami di una coppia si basano sulla reciprocità, sulla possibilità che ciascun partner sia disponibile e disposto a giocare un ruolo doppio, ad agire come colui o colei che offre protezione e conforto, e come colui o colei che ha bisogno di essere protetto e confortato. Ed è quando questa alternanza di ruoli non è possibile che la coppia va in crisi (Attili G.). Sono  molteplici le situazioni che mettono in crisi una coppia, ed ogni coppia ha un suo modo di vivere e affrontare la crisi. Alcune coppie entrano in crisi all’inizio della loro unione, altre nel momento in cui bisogna decidere una convivenza o il matrimonio, altre dopo la nascita dei figli, altre quando i figli diventano adolescenti o se ne vanno di casa, altre quando si trovano a dover affrontare un avvenimento imprevisto e doloroso. Secondo la specifica situazione che si deve affrontare, la coppia può esprimere il proprio disagio in vari modi: attraverso la conflittualità più o meno forte e scoperta, attraverso i sintomi o i disagi personali da parte di uno dei due partner, attraverso difficoltà sessuali,  oppure a volte i  figli diventano portatori del  problema di coppia, attraverso l’ evitamento e si fa finta, oppure attraverso la separazione.

In genere, in una coppia, quando non c’è comprensione, manca la ricerca di dialogo, di ascolto e di completamento, necessari all’ evoluzione dell’individuo e della coppia. In simili casi, la coppia smette di essere un sistema evolutivo, e si immobilizza nei rispettivi ruoli storici e nelle proprie funzioni attuali (Baldascini L.). La coppia, in tal modo, verrebbe ad essere imprigionata in una spirale d’incomprensioni e fraintendimenti e non è più in grado di passare ad una fase successiva e, in tal modo, si crea una fase di stallo.

La crisi della coppia non può essere ritenuta solo come indice di insufficienza o di deficit, ma può esprimere invece la necessità di rivedere, uniti o separati, le motivazioni iniziali della scelta.  Andolfi, nel 1988, afferma:  […] mi sembra proficuo che entrambi i coniugi possano condividere un’esperienza importante e spesso molto sofferta. Permette, inoltre, di valutare la capacità di ciascun partner nell’esporsi di fronte all’altro, mostrando apertamente bisogni affettivi e debolezze antiche, spesso celate anche dopo svariati anni di vita in comune.

E’ importante, al fine che tutto ciò avvenga, che entrambi i partners siano motivati al cambiamento, se ciò non accade la terapia di coppia non può proseguire. Può avvenire che nel percorso di psicoterapia, la coppia prenda  consapevolezza che la separazione sia riconosciuta come una possibile soluzione, e in tal caso, si definiscono dei nuovi obiettivi. Vorrei sottolineare che ogni coppia ha la propria storia, i propri obiettivi da raggiungere e le proprie risorse. All’ interno di un percorso di Psicoterapia di Coppia, la coppia è spinta capire quale sia la situazione più funzionale e sana rispetto al proprio modo di essere coppia.

E’ indicata quando: 

1. entrambi i coniugi/conviventi sono disponibili a confrontarsi;  
2. la relazione di coppia è in una fase di stallo;

3. il rischio di coinvolgere i figli nelle difficoltà di coppia e’ elevato;
4. è necessario sostenere il partner/convivente in un particolare momento critico.

 

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